
Piacere a Dio non è scontato ! Come può Iddio accettare per com’è chi non compie la Divina Volontà? È vero, Lui ci ha Redenti a prescindere di tutto, ma proprio per questo non dobbiamo approfittare della sua Bontà che , ci crediate o no, si rattrista se noi non ci comportiamo come vuole Lui! E poi è costretta a dare luogo alla Giustizia che permetterà la conseguenza del nostro peccato sicuramente! Ma giungiamo ai fatti per capire come dobbiamo comportarci per piacere a Gesù!
Luisa Piccarreta scrive: trovandomi nel solito mio stato, per poco ho visto il mio dolce Gesù, ed avendo mosso i miei lamenti sul povero mio stato (causato) dalle sue privazioni, ed una specie di stanchezza fisica e morale, come se la povera natura me la sentissi stritolare e da tutte parti me la sento venir meno. Quindi, avendo detto tutto ciò al mio Gesù, mi ha detto: “Figlia mia, non temere ché ti senti venir meno da tutte le parti, non sai tu che tutto dev’essere sacrificato per Me, non solo l’anima ma anche il corpo? E che da tutte le minime particelle di te Io esigo la mia gloria? E poi, non sai tu che dallo stato d’unione si passa ad un’altro, qual’è quello della consumazione? E’ vero che non vengo secondo il solito , per castigare le genti, ma per te me ne servo anche per tuo profitto, che é non solo di tenerti unita con Me, ma di consumarti per amor mio. Difatti, non venendo Io e sentendoti venir meno per la mia assenza, non vieni tu a consumarti per Me? Del resto, non hai gran ragione d’affliggerti, primo ché quando tu mi vedi è sempre dal tuo interno che mi vedi uscire, e questo è un segno certo che con te ci sto, e poi che ancora deve passare giorni senza che puoi dire di non avermi visto perfettamente”. Dopo ciò, prendendo un tono di voce più dolce e benigno ha soggiunto: “Figlia mia, ti raccomando assai assai, di non fare uscire da te il minimo atto che non sia pazienza, rassegnazione, dolcezza, uguaglianza di te stessa, tranquillità in tutto, altrimenti verresti a disonorarmi; e succederebbe come a quel re che abitasse dentro d’un palazzo bene arricchito, e da fuori quell’abitazione si vedesse tutta piena di screpolature, macchiata, in atto di venir meno; non direbbero: “Come può abitare un re in questo palazzo, che si vede da fuori un così brutto apparato, che fa temere pure d’avvicinarsi? Chi sa che re sarà costui”. E questo non sarebbe un disonore per quel re? Ora, pensa che se da te esce cosa che non sia virtù, lo stesso direbbero di te e di Me, ed Io ne resterei disonorato, ché vi abito dentro”. (Dal Volume 4 capitolo 70 in data Giugno 18, 1901 del Libro di Cielo) Ma continua ancora il Libro dal Volume 4 capitolo 71 in data Giugno 30, 1901: Trovandomi nel solito mio stato, per poco tempo si è fatto vedere il mio dolcissimo Gesù tutto trasfuso in me, e mi ha detto: “Figlia mia, vuoi sapere quali sono i segni per conoscere se l’anima possiede la mia Grazia?” Ed io: “Signore, come piace alla vostra santissima bontà”. Onde ha replicato: “Il primo segno per vedere se l’anima possiede la mia grazia, è che tutto ciò che può sentire o vedere nell’esterno, che appartiene a Dio, nell’interno sente una dolcezza, una soavità tutta divina, non paragonabile a nessuna cosa umana e terrena. Succede come a quella madre, che anche al respiro, alla voce, conosce il parto delle sue viscere nella persona d’un figlio e ne gongola di gioia; come due intime amiche, che conversando insieme si manifestano a vicenda gli stessi sentimenti, inclinazioni, gioie, afflizioni, e trovando una nell’altra le sue stesse cose scolpite, ne sentono un piacere, un gaudio, e ne prendono tanto amore da non sapersene distaccare. Così la grazia interna che risiede nell’anima, nel vedere esternamente il parto delle sue stesse viscere, ossia nel riscontrarsi in quelle stesse cose che forma la sua essenza, si combaciano insieme, e fa provare nell’anima tale una gioia e dolcezza da non sapersi esprimere. Il secondo segno è che il parlare dell’anima che possiede la grazia è pacifico e tiene virtù di gettare negli altri la pace, tanto che le stesse cose dette da chi non possiede la grazia, non hanno recato nessuna impressione e nessuna pace; mentre dette da chi possiede la grazia hanno operato meravigliosamente, ed hanno restituito la pace negli animi. Poi figlia mia, la grazia spoglia l’anima di tutto, e dell’umanità ne fa un velo per starsene coperta, dimodocché squarciato quel velo, si trova il paradiso nell’anima di chi la possiede. Onde, non è meraviglia, se in quell’anima si trova la vera umiltà, ubbidienza ed altro, perché di sé non resta altro che un semplice velo e vedono con chiarezza che dentro di sé è tutta la grazia, che agisce e che le tiene in ordine tutte le virtù, e la fa stare in continua attitudine per Dio”.
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